Gli hotel? Sempre più tecnologici

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Gli hotel? Sempre più tecnologici

L’evoluzione delle innovazioni high-tech applicate all’industria dei viaggi e dell’ospitalità

di Giovanni Angelini (6-2015)

Il tema della tecnologia applicata all’industria alberghiera non si può certo esaurire nelle sole questioni agenzie online e «sharing economy». Dopo averci parlato, sul numero dello scorso 7 maggio, di Olta e di portali alla Airbnb, l’ex ceo del gruppo Shangri-La, Giovanni Angelini, prosegue quindi il suo viaggio nel futuro dell’hôtellerie, svelandoci cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime innovazioni high-tech applicate all’industria dei viaggi e dell’ospitalità.

Oggi praticamente tutti i grandi gruppi alberghieri stanno spingendo l’acceleratore in tema di innovazione tecnologica: le mobile keys, ossia la possibilità di accedere in camera utilizzando il proprio smartphone personale, rappresentano sicuramente lo standard del futuro. Così come lo sono senz’altro il check-in digitale e la possibilità di selezionare online la propria stanza al momento della prenotazione, in un contesto in cui aumenta costantemente la mole di dati e informazioni che devono essere messi a disposizione degli ospiti.


Allo stesso tempo cresce però per gli hotel pure la necessità di dotarsi di siti e strumenti online adeguati alle esigenze di chi naviga da mobile e tablet. Le prenotazioni da dispositivi portatili sono infatti destinate a crescere esponenzialmente in tutti i mercati: agli operatori è quindi richiesto di facilitare le operazioni di acquisto da parte degli utenti in mobilità, fissando per le proprie imprese nuovi obiettivi di vendita sul canale mobile, da aggiornare mensilmente e annualmente.


Se la presenza di un booking engine multi-lingue rappresenta poi ormai una necessità assoluta per ogni operatore, le compagnie alberghiere oggi stanno investendo molto anche nei programmi fedeltà, ampliandone in particolare le modalità di interazione con i membri correnti e potenziali. Contemporaneamente, se i software basati sulla cosiddetta «nuvola del web» (cloud-based), per gestire per esempio i property management system (pms), sono soluzioni che non possono più oggi essere sottovalutate, da un altro canto sempre più gruppi alberghieri di medie dimensioni stanno cercando di sviluppare propri central reservation system (crs).


A questo riguardo è quindi opportuno seguire pure le prossime mosse di Google, che pare stia per introdurre alcuni sensibili cambiamenti nel modo in cui gli hotel vengono visualizzati sulle proprie pagine di ricerca. Non solo: non accenna neppure a fermarsi la crescente influenza che i cosiddetti portali di meta-search esercitano sulle modalità con cui i consumatori oggi acquistano i loro viaggi. Appropriatamente gestiti, tali canali possono perciò rivelarsi dei preziosi alleati, per spostare parte delle prenotazioni dalle agenzie online al sito proprietario. Anche a tal fine sempre più gruppi dell’hôtellerie stanno quindi scegliendo di rivolgersi a società di marketing digitale, con l’obiettivo di ottimizzare i ricavi provenienti dal proprio indirizzo web.


Insomma, sul mercato oggi c’è un vero profluvio di soluzioni e consulenze tecnologiche a disposizione degli hotelier: come sempre in questi casi, alcune si riveleranno estremamente utili, altre un completo spreco di denaro. Mi pare tuttavia importante in questa sede segnalare l’interessante attività di un paio di fornitori It giapponesi, che stanno alacremente lavorando alla realizzazione di altrettante soluzioni integrate, in grado di gestire con un solo strumento gran parte delle necessità tecnologiche, vecchie e nuove, degli alberghi: crs, pms, centraline telefoniche (pabx), programmi fedeltà, magazzino e revenue management.


Quest’ultima tecnica è peraltro ormai parte ineliminabile del business ricettivo: la discesa dei ricavi sperimentata dai proprietari alberghieri negli ultimi tempi sta però generando un ripensamento su larga scala delle strutture, dei sistemi e della responsabilità in tema di revenue management, mettendo in discussione persino il ruolo stesso dei profili che fino a oggi ne hanno guidato le strategie.


L’industria dell’ospitalità sta infatti cercando modalità di gestione delle politiche tariffarie ancora più aggressive e flessibili, capaci di ottimizzare le performance nei confronti dei più disparati segmenti di mercato e su tutti i canali di distribuzione. Da questo punto di vista, tuttavia, le linee aeree si sono mostrate, almeno fino a oggi, decisamente più brave degli hotel. Il mondo dell’ospitalità futuro riuscirà a invertire tale tendenza?